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Storie di Montecchi e Capuleti

Che cosa accade quando un classico esce dal teatro?
Dall’Ottocento in poi, la storia di Giulietta e Romeo è divenuta qualcosa meno e qualcosa più di un capolavoro. I due giovani innamorati hanno tagliato gli ormeggi del loro contesto d’origine e sono divenuti personaggi assoluti. Personaggi vivi, fantasmi di famiglia.
Che cosa accade quando l’amore non si addormenta? Esce dai libri di poesia, emigra dalle scene. E, quando scende in piazza, può accadere di tutto.
Amor mai non s’addorme si apre con l’arrivo di una bambina bendata. Quando la benda cade, in piedi davanti a lei sta una fila di persone: Romeo e Giulietta al centro. Ai lati, la Nutrice, Frate Lorenzo, Mercuzio, il Carabiniere, Tebaldo, Di fronte alla bambina sta Donna Capuleti. Sono pallidi come fantasmi, insanguinati come i protagonisti dell’ultimo atto di una tragedia, pronti a ripetere ossessivamente la loro battuta-chiave, a mostrare le proprie ferite. Ma sono anche vivi, ignari e trepidi e comici come personaggi all’inizio di una nuova storia.
Che faranno? Sono fantasmi, vogliosi di esibire il proprio sangue inutilmente versato, di ripetere le parole, i gesti che li hanno portati alla tragedia, personaggi che ricordano di essere morti, pronti ad inveire uno contro l’altro. Sono anche esseri umani in carne ed ossa, però, pronti all’amore e alla lotta, comici e tragici insieme, pieni di gioia di vivere, di amare, di ballare, perfino di perdonare. E Giulietta e Romeo son solo due ragazzi che ancora non sanno di essere pronti a innamorarsi. Ma nello stesso tempo sono anche spettri di giovani uccisi anzi tempo. Sono due scheletri che ballano. La piazza che abitano è una Verona fatta di ombre, della memoria di una gioventù sparita, di una violenza sempre viva e sempre all’erta.
In mezzo a tutto questo gran disordine, la bambina spia, osserva, si nasconde, protetta, come è giusto, da un tutore dell’ordine, da un carabiniere in alta uniforme. Appare e scompare, tenendosi ai margini, ma è difficile che riesca a tenersi fuori dalla storia fino alla fine. Ci entrerà dentro, non c’è dubbio. Perché, col passar dei secoli, Romeo e Giulietta si è trasformato, e ora non è solo poesia, è una memoria che ci accomuna. Una storia di erotismo e violenza, di giovani assassini, mandati a morire d’una morte inutile. Una fiaba del nostro tempo. Che ci appartiene. E a cui apparteniamo.

 

Personaggi:
Bambina (Clara Rigoletti)
Carabiniere (Alberto Gorla)
Conte Paride (Francesco Carrà)
Donna Capuleti (Caterina Scotti)
Frate Lorenzo (Luigia Calcaterra)
Giulietta (Silvia Baudin)
Mercuzio (Alessandro Rigoletti)
Nutrice (Beppe Chierichetti)
Romeo (Ruben Manenti)
Rosalina (Antonietta Fusco)
Scheletro di Romeo (Christian Cestaro)
Scheletro di Giulietta (Rosa da Lima Iannone)
Tebaldo (Mauro Danesi)
Due Capuleti (Francesco Carrà, Emilio Martinelli)
Tre Montecchi (Alessandro Caproni, Christian Cestaro, Samuele Farina),
Tecnico luci: Pietro Bailo
Drammaturgia e regia del Teatro Tascabile di Bergamo
Coordinamento artistico: Tiziana Barbiero

Dedicato al pittore bergamasco Vincenzo Bonomini che, all’inizio dell’Ottocento, dipinse il sorriso degli scheletri.

 

Il teatro di strada del gruppo conserva la liricità di stupire “con poco” […] c’è equilibrio fra vivacità e intimità: la vivacità forzata del catturare la neutralità del pubblico di piazza e la ricerca del dettaglio di un sudario coperto di rose o un cesto ricolmo di rosmarino […].“

Simone Azzoni - L'Arena

“Lo spettacolo prende la vicenda consacrata da Shakespeare e la riporta in un certo senso alle origini.
[…] quasi la metafora di un paese che strangola la parte migliore di sé. E che sono gotiche e popolari . […] come se i personaggi fossero apparizioni di fantasmi, costretti a ripetere i fatti che ne determinarono la rovina.
Amor mai non s'addorme unisce i caratteri tipici del Ttb - la sensibilità per gli spazi aperti, l'ispirazione romantica, la perfetta cura dei dettagli - al confronto con un «superclassico».
Il risultato è affascinante.”.

Piergiorgio Nosari - L’Eco di Bergamo

 

 
 
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