spettacolo precedenteFuochi d'artificiospettacolo sucessivo
Sequenze di teatro-danza
con ragionamenti intorno all'arte dell'attore

 

La cultura scenica contemporanea ha definito una nuova categoria espistemologica, l'Antropologia teatrale. Nata sul ceppo grotowskiano del "corpo" come strumento primario di espressione teatrale, si è in seguito sviluppata nutrendosi essenzialmente del lavoro artistico di Eugenio Barba e delle riflessioni metodologiche elaborate dall'Ista (International School of Theatre Anthropology). La "Cultura del Teatro" elaborata dal TTB può essere accostata a questa nuova categoria e sensibilità culturale. Si tratta di indagare il passaggio storico dallo spettacolo come "traduzione" essenzialmente vocale di un testo "teatrale" alla sua natura di composizione organizzata di "energia" attoriale, alla messa in forma concertata di stimoli più esplicitamente sensoriali in cui risiede la caratteristica del più consapevole teatro contemporaneo. All'interno di questa cornice di riferimento Fuochi d'artificio costituisce un'opera dalla struttura aperta che (come il titolo suggerisce) mette in evidenza la bipolarità che caratterizza il fatto artistico e quello teatrale in particolare. Da una parte l'energia primaria e la forza istintiva (il "fuoco"), dall'altra la misura tecnica che le controlla e le modella (quello che etimologicamente viene infatti espresso nella parola "arte"). Lo spettacolo si compone di una serie di testimonianze di tradizioni sceniche di diversa natura collegate da introduzioni e riflessioni sulla natura "lirica" del teatro contemporaneo.

 
 
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