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Valse è uno spettacolo in spazi aperti costruito intorno ad una categoria-mito della cultura sociale europea, il valzer appunto.

In questa danza si condensano, come è noto, elementi antropologici e cosmologici: il giro come smarrimento ipnotico, ma anche omologia pitagorica con la rotazione delle sfere celesti (la sua sintesi suprema, a livelli vertiginosi, è rintracciabile nei dervisci tourneurs della mistica sufi); sociali: attraverso la sua pratica si registra e favorisce fra l'altro l'avvento e l'autonomia della coppia, e storici: il finis Austriae ha avuto il suo lancinante epitaffio in un capolavoro di Ravel, La Valse, con il quale flirta, con scherzosa discrezione, il titolo dello spettacolo.

Il contesto è dunque imponente: il TTB ha tentato nel corso del tempo, secondo le abituali lunghe scansioni dei suoi lavori, una serie di approcci il cui esito viene ora proposto nella sua edizione integrale. Essa innesta nel mito popolare del valzer, la sua vorticante leggerezza, lo scintillio degli sguardi e la schermaglia dei sorrisi, un'armatura lirico-drammaturgica che registra il valzer come simbolo dell'opzione estetica (di danza delle emozioni, e del suo riflesso culturale, l'opera d'arte) della cultura occidentale (maggioritaria dopo l'avvento del Moderno) con le accensioni e le catastrofi che l'accompagnano.

Un filo rosso, come quello delle gòmene della Marina inglese, ne attraversa la tessitura: una bambina inquieta, sfuggita alla sorveglianza dell'abate precettore, spalanca i grandi occhi sul mondo degli adulti al gran ballo; una scimmia stolida e sorniona la tenta con la sua palla d'oro.

I trampoli, che del teatro in spazi aperti sono un accessorio ormai classico, dilatano il concerto dei décolletés, dei tulle e degli smoking in un vortice onirico-fiabesco evocato come possibile reazione alla grigia atmosfera che ristagna sulla plumbea palude della nostra vita culturale.

 

Un gruppo italiano, il Teatro Tascabile di Bergamo, capace di mostrare sui trampoli l'eleganza di un valzer dei tempi di Anna Karenina.
E.BARBA, La canoa di carta, Bologna, Il Mulino, 1993

César Brie, direttore del Teatro de los Andes, ha commentato lo spettacolo che abbiamo visto nella piazza della Recoleta. "Valse", ha detto, è uno degli spettacoli più meravigliosi che abbia mai visto, e César è un conoscitore del teatro a livello mondiale.
Correo del Sur, Sucre (Bolivia), 8 Novembre 1994

... Incredibile, fantastico, allucinante...!
Correo del Sur, Sucre, 6 Novembre 1994

Un esempio raro, insomma, di poesia della scena.
R. Carusi, La Rocca, Novembre 1994

...mi vengono le lacrime agli occhi ogni volta che vedo questo spettacolo [...] È così bello che il mio cuore batte a ritmo di valzer. [...] Meravigliosi attori con meravigliosi costumi che danzano valzer viennesi con musiche meravigliose. E cosa non fanno sui trampoli non vale la pena di dirlo...
Dagbladet, Holstebro (Danimarca), 31 Agosto 1998

 

 
 
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