
E
d'ammuri t'arricuordi
Un giro di ricognizione nella
cultura tradizionale
Uno
spettacolo di teatro-danza con testi, musiche e canti (prevalentemente
polifonici) di ascendenza "popolare" eseguiti dal vivo da
sei attori (-danzatori, -musici e cantori).
Il
lavoro nasce dalla abituale lenta distillazione di oltre un decennio
di pratiche sulla tecnica vocale sperimentate dal TTB nella sua bottega
di artigianato scenico. I materiali sono stati prelevati dalle tradizioni
più diverse, dell'area occidentale e dell'area orientale, con
l'inserto di brevi frammenti della Ermengarda manzoniana e di Jaufré
Rudel-Carducci.
Nel
suo svolgimento l'opera si è andata progressivamente configurando
come un percorso fra le vicende liete o penose dell'esistenza ("il
catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna",
ITALO CALVINO, Introduzione alle Fiabe italiane) ricondotta al
grado zero dei suoi impulsi più urgenti e vitali (Contessa
che è mai la vita?/ È l'ombra di un sogno fuggente./ La
favola breve è finita,/ il vero immortale è l'amor :
Carducci, romanticamente in veste di Jaufré Rudel, riprende Pìndaro
(Sogno di un ombra è l'uomo...) sulle orme dell'amato
Heine).
Le
ballate, i canti paraliturgici, le filastrocche, i canti di danza e
quelli rituali si intrecciano ai lamenti funebri, alle canzoni narrative
e a quelle anarchiche, alle canzoni d'amore e alle serenate della tradizione
albanese o ai gazhal pakistani contrappuntati dalle strofe di cronaca
o di satira dei cantastorie lombardi contemporanei. Gli attori-musicanti
si materializzano come una mesnie Hallequin della tradizione
medievale francese con la difficile agilità che Apollinaire
associa ai saltimbanchi (J. STAROBINSKI, Ritratto dell'artista da
saltimbanco: "l'acrobazia antica era spesso legata alle cerimonie
funebri: infatti il balzo dell'acrobata [
] ha la funzione di tener
lontana la morte mimando l'incontenibile momento della vita. Ci troviamo
sulla soglia iniziatica: i saltimbanchi conoscono la parola d'ordine
che permette di entrare nel mondo sovrumano della divinità e
quello subumano della vita animale").
I
brani:
Miserere
(Canto liturgico di tradizione orale) - Sessa Aurunca (Ce)
Valzer (Strumentale) - Tradizionale siciliano
Pellegrin che vien di Roma (Canzone narrativa) -Villa Garibaldi
(Mn)
Valzer (Strumentale) - Barigazzo (Mo)
Rima della berretta (Favola) - Rosciate (Bg)
C'era 'na vecchia minigna scattecchia (Scantafavola) - Polino
(Tr)
La marcia dei cantastorie (Strumentale) - da "I cantastorie
di Pavia"
La moglie comunista e il marito democristiano (Strofe satiriche
di Lorenzo De Antiquis) - da "I cantastorie di Pavia"
Il galeone di Petrini - Cuppone
Moi fa (Canto rituale) - Frasso Telesino (Bn)
Il cacciatore Gaetano (Canzone satirica) - Abruzzo
Valzer per Siglinda (Strumentale)
Cecilia (Canzone narrativa - Ballata) - Pellestrina (Ve)
Samuneta (Ghazal - Canto d'amore) - Pakistan
L'eroina (Canzone narrativa - Ballata) - San Pellegrino (Bg)
Donna donna (Canzone d'amore) - Tonco (At)
Gh'era on pader che aveva set figlie (Canto numerativo) - Costa
Volpino (Bg)
O picinin (Ninna nanna) - Gromo (Bg)
A virrinedda (Canto per danza) - Tradizionale siciliano
Stabat Mater (Canto liturgico di tradizione orale) - Montedoro
(Cl)
Scura maie (Canzone derivata da lamento funebre) - Scanno (Aq)
Mamma, perché non torni?(Storia di Adriano Callegari)
- da "I cantastorie di Pavia"
Valzer (Strumentale) - Tradizionale siciliano
Ed ammuri t'arricuordi? (Canzone d'amore) - Feroleto Antico (Cz)
Breve antologia recensioni:
BRAVI
TUTTI GLI ATTORI CANTATI DEL TEATRO TASCABILE DI BERGAMO
[...]
si è apprezzato molto E d'ammuri t'arricuordi del Teatro Tascabile
di Bergamo, una compagnia che si stima da molti anni, una forte teatralità
che mescola linguaggi popolari e ricerca con estrema cura
[...] bello l'affiatamento del gruppo, bravi tutti a cantare, suonare,
recitare, con il gusto del gioco e grande intensità emotiva.
[...] Sottotitolo dello spettacolo è Un giro di ricognizione
nella cultura tradizionale: canti liturgici e canzoni narrative, pezzi
strumentali e passi di danza, musiche e parole che accompagnano la vita
degli uomini, l'amore e la morte, la nascita e i riti religiosi. Costumi
ottocenteschi gioiosamente arricchiti in modo buffo, il cantastorie
con tanti cappelli in testa, un sorta di fool popolare. Azioni ben coordinate
a comporre quadri in penombra e movimenti allegri, da festa di paese.
Una rara professionalità di tutti i protagonisti - Tiziana Barbiero,
Luigia Calcaterra, Giuseppe Chierichetti, Alessandro Rigoletti, Caterina
Scotti e Simona Zanini - che, tra filastrocche e ninne nanne, lamenti
funebri e storie d'amore, svelano affetti e nostalgie, voglia di ridere
e paure, ricordando anche la fatica del lavoro e la necessità
della lotta.
Tanti applausi durante lo spettacolo e molti e molti al termine
[...]
Valeria Ottolenghi, LA GAZZETTA DI PARMA, Parma
[
] uno spettacolo singolare, affascinante e apparentemente "difficile",
che a onta di questa presunta "difficoltà" è
stato premiato da un pubblico consistente e da applausi convinti. Parliamo
di "E d'ammuri t'arricuordi"
[
] Questo teatro estremamente "povero" negli arredi
trova impreviste ricchezze nella disinvoltura scenico-musicale degli
interpreti (che cantano, danzano, mimano e recitano imbracciando un
piccolo arsenale di strumenti assortiti: tamburo, chitarre, fisarmonica,
violino, tromba, clarinetto, sax soprano, nacchere, triangolo), nel
girotondo degli abiti (un carnevale di uniformi, guêpières
con reggicalze, giacchette e cravatte da avanspettacolo, canottiere
da portuali, vestitini femminili da primo Novecento, abiti da strega
con due o tre cappelli in pila) e soprattutto nelle canzoni.
Oliviero Marchesi, LA LIBERTA'