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Luglio 2024 | laboratorio "Le jeu masqué"
Pubblicata il 16/05/2024

Il seminario presenta le basi del lavoro attoriale del celebre Théâtre du...

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  • Soleil: la Maschera una volta libera di tutti i cliché che spesso l’accompagna, è il veicolo pedagogico per eccellenza per arrivare all’incarnazione del personaggio.Da questi strumenti si partirà per affrontare il lavoro dell’attore sotto diversi aspetti a partire dall’improvvisazione: l’ascoltare, l’essere nel presente, la coscienza del corpo.I corsi si dividono essenzialmente in due fasi: un lavoro fisico con presa di coscienza ritmica e musicale e un lavoro d’improvvisazione con una ricerca sulla trasformazione fisica.Per la prima fase è richiesto ai partecipanti di portare oltre ad una tenuta di lavoro comoda, degli strumenti musicali (che si sappiano suonare oppure no).Per la seconda fase è richiesto di portare di che trasformarsi (vestiti, tessuti, foulards e cuscini per creare dei volumi).

    Visita: la pagina del laboratorio
 

TTB | Biglietteria
Pubblicata il 14/01/2024

 

TTB 2024-2026
Pubblicata il 23/01/2024

Dopo gli ultimi quattro anni dedicati ai quartieri di Bergamo, anni che hanno impegnato...

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  • il Teatro Tascabile nel progetto di teatro e arte partecipata “Il Mantello di Arlecchino” (mantellodiarlecchino.it), terminato il primo lotto di lavori al Monastero del Carmine, che in cinque anni ha portato alla realizzazione del Teatro Renzo Vescovi, al recupero della Sala del Capitolo e alla costruzione delle prime due “Stanze Provvisionali" della Foresteria d’artista, terminato l’anno dedicato a Bergamo Brescia 2023 - Capitale Italiana della Cultura, è giunto il tempo per il Tascabile di tornare a concentrarsi sulle attività culturali per e nel Monastero del Carmine, di guardare al prossimo triennio, di dedicarsi a nuove creazioni.

    Riflettendo sul prossimo futuro, il TTB ha provato a raffigurare il Carmine e il lavoro che ospita sotto forma di un albero, che attraverso le proprie radici attinga forze diverse e le restituisca poi attraverso le proprie foglie, cioè il proprio lavoro, alla città: una sorta di “fotosintesi culturale” capace di modificare un ambiente e restituirlo arricchito. Una casa-teatro per gli attori e per le altre persone che vi lavorano, ma anche una casa aperta a molti, dove trasformare le differenti discipline artistiche ospitate in relazioni inaspettate e durature, in nuove esperienze, in consapevolezze che riguardano la città, altri gruppi e associazioni, l’insieme degli spettatori: un crocevia dove ognuno possa far crescere la propria esperienza umana ed artistica in una prospettiva multidisciplinare.

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