OBIETTIVI


Perché i poeti nel tempo della povertà?

Intendendo la povertà sia come carenza di mezzi (motivo di grandi discussioni in questi tempi di crisi) che come perdita dei valori più elevati da parte della società, si fa riferimento alle parole di Hölderlin, per restituire all’arte, alla poesia, al teatro una funzione salvatrice, di consapevolezza del sé e dell’altro, contro il nichilismo e l’oblio dell’essere che caratterizzano la nostra contemporaneità.

Viviamo in tempi contraddistinti dall’incontro forzato fra culture.
La distanza che separa generazioni, etnie, tradizioni che si trovano a vivere in uno stesso orizzonte geografico e sociale rischia di trasformarsi in incomprensione ed indifferenza reciproca fino a diventare matrice d’insofferenza.
Il confronto con l’arte, che è incontro non solo con manifestazioni espressive, ma innanzitutto con persone, può essere efficace per agire sulla mentalità, in campi in cui gli strumenti diretti dell’intervento sociale risultano talvolta poco utili o insufficienti.

Il Tascabile considera necessario proporre nel suo lavoro temi al cui centro risieda il confronto tra culture e porsi al servizio della comunità, cercando di rispondere alle sue esigenze, favorendo l’apertura al dialogo tra i differenti saperi teatrali, ma anche tentando di stimolarla a riscoprire le proprie tradizioni ed identità culturali. Conservarle e farle dialogare è uno dei compiti delle attività artistiche, attraverso manifestazioni culturali che possano creare esperienze d’inserimento, incontro, scambio.

Partendo dunque dalla convinzione che il valore di un luogo è costituito non solo dal dato materiale, ma anche dall’insieme dei caratteri immateriali che lo connotano e lo identificano culturalmente, il Tascabile affronta il recupero degli spazi del monastero Carmine in stretta connessione col proprio progetto culturale avviando un processo di valorizzazione in grado di dialogare con la città.

Gli obiettivi del progetto:

–  contribuire alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio pubblico;
–  destinare una sede stabile e definitiva al Teatro Tascabile all’interno del monastero del Carmine;
–  ampliare l’offerta culturale sviluppando progetti che mettano a frutto le potenzialità dei nuovi spazi;
–  favorire la partecipazione dei cittadini alle attività culturali e incentivare l’afflusso di nuovo pubblico;
–  mettere a disposizione della città nuovi spazi e servizi: sale per prove e spettacoli, spazi espositivi, foresteria;
–  offrire una proposta culturale di qualità per un turismo consapevole;
–  creare nuovi posti di lavoro.

Obiettivi da raggiungere grazie alla sinergia tra l’idea di un teatro inteso come servizio pubblico, una delle maggiori conquiste del secondo Novecento nell’ambito delle “Performing arts”, e quel mondo dell’economia che ha cominciato a rivolgere la sua attenzione alla cultura sottolineandone il valore aggiunto, il concetto di patrimonio, il riflesso indiretto sulla società e sul Paese.

Prima dell’Italia alcune nazioni europee hanno maturato una consapevolezza nei confronti di questo settore economico: nel mondo anglosassone la gestione della cultura e delle attività no-profit ha metodologie e una filosofia consolidata e in Francia esistono corsi universitari di ingegneria culturale.

In questa direzione gli organismi teatrali hanno acquisito la consapevolezza della necessità di qualificare le proprie risorse umane con un’alta professionalità e di dotarsi di strumenti operativi nuovi, validi ed efficaci.

La storia del Teatro Tascabile, che lo pone oggi tra i più longevi Teatri laboratorio del panorama europeo, non è storia di spettacoli soltanto ma è storia di una cultura teatrale che si sviluppa particolarmente sull’idea che esso esiste e lavora su basi più ampie, solide e creative. Al suo interno diversi elementi dialogano in modo costruttivo: territorialità e internazionalità, pedagogia e attività spettacolare, patrimonio (materiale e immateriale) e turismo, multidisciplinarietà e pluralità delle tecniche, tradizione e rinnovamento.

Da questo punto di vista la sua altra e complementare natura, quella cioè di essere un Teatro di gruppo (dalla sua fondazione il nucleo artistico è rimasto stabile andandosi ad accrescere nel tempo con l’ingresso di giovani attori ed organizzatori; oggi al suo interno convivono quattro differenti generazioni) contribuisce in modo determinante alla completa realizzazione del progetto Teatro: un possibile futuro.

Il TTB vive e lavora negli spazi del monastero del Carmine da più di vent’anni (le altre sue sedi storiche sono state in Piazza della Cittadella dal 1973 al 1994 e poi, contemporaneamente alla sede nel Carmine, presso il Teatro Sociale dal 1994 al 2008).

Nell’arco di questa lunga permanenza ha saputo integrarsi appieno con il luogo, con la sua storia e con la sua peculiare riservatezza, che ha spesso difeso il costante bisogno del gruppo di ritrarsi nel laboratorio per approfondire le proprie linee di ricerca.

Contemporaneamente, pur nella esiguità spartana degli spazi che ha avuto a disposizione fino ad oggi, il Tascabile, attraverso le attività rivolte alla città, è stato espressione di una politica culturale di innovazione che contribuisce in modo significativo e peculiare allo sviluppo della comunità.

Progetto promosso da
TTB Teatro tascabile di Bergamo
Accademia delle Forme Sceniche
Comune di Bergamo
Con il patrocinio di
Università degli Studi di Bergamo